AIRC 5x1000 staminali

Un programma speciale di oncologia clinica molecolare

Unità Operativa 1 - Stefano Cascinu

Università Politecnica delle Marche - "Ospedali Riuniti" di Ancona

logo univpmL’unità di ricerca di Ancona, facente capo al Prof. Stefano Cascinu e operante presso l’Università Politecnica delle Marche l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Ancona, contribuisce all’attuazione del Progetto secondo tre diverse linee d’intervento.

La prima linea di attività si svolge per tutta la durata del Progetto e consiste nella raccolta dei campioni di tessuto tumorale di pazienti affetti da carcinoma del colon-retto e loro invio alla Biobanca ISS perché da questi vengano isolate e messe in coltura le cellule staminali tumorali (CSC, Cancer Stem Cells). I biomarcatori, molecole associate allo sviluppo e alla progressione del cancro, indicano lo stato di attivazione di specifiche vie di trasduzione del segnale intracellulare (pathway), fornendo informazioni importanti sui meccanismi che agiscono nelle cellule tumorali. La seconda linea di intervento dell’Unità consiste nel valutare la presenza di una serie di biomarcatori tumorali nei pazienti oncologici a posteriori, in rapporto al decorso clinico della malattia.

COLON CON DIASCALIA 1 bisIn particolare, lo studio si è finora concentrato su KRAS , una proteina regolatrice ritenuta all’origine di molti tumori. I pazienti che presentano la forma normale non mutata del gene (wt-KRAS, wild type KRAS) sono generalmente sensibili all’azione di farmaci diretti contro EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor), il recettore del fattore di crescita epidermico. Una considerevole porzione dei pazienti wt-KRAS, però, sembra non beneficiare degli effetti dei composti anti-EGFR. Per tale ragione, è importante poter individuare dei possibili biomarcatori alternativi in grado di predire la sensibilità dei pazienti a questa terapia. Per fare questo, a partire da CSC isolate da tumori di pazienti wt-KRAS sensibili o refrattari alla terapia anti-EGFR, vengono condotte analisi di RPPM (Reverse Phase Protein Microarray) a posteriori su modelli tumorali in vivoallo scopo di identificare un profilo molecolare corrispondente alla sensibilità ai composti anti-EGFR. L’associazione fra il profilo molecolare così ottenuto e l’effettiva sensibilità alla terapia sarà quindi verificata analizzando il profilo di tessuti di pazienti già sottoposti a terapia anti-EGFR, di cui sono disponibili i dati clinici. Verrà inoltre valutata sugli stessi campioni tissutali la validità di altri possibili biomarcatori (B-RAF, PI3K, PTEN, IGF-1, mutazioni di EGFR). Lo stesso profilo molecolare verrà poi validato in un successivo studio clinico dove verrà valutato l’effetto dell’uso del cetuximab (un anticorpo anti-EGFR) in seconda linea di terapia, utilizzato cioè successivamente a un primo ciclo di chemioterapia standard.

IMG 2069bCosì come i pazienti wt-KRAS, anche i pazienti portatori di una mutazione sul gene KRAS (m-KRAS, mutated KRAS), mostrano una sensibilità variabile nei confronti delle molecole anti-EGFR. Studi condotti dal gruppo di ricerca del Coordinatore hanno evidenziato la sensibilità delle CSC di colon e dei corrispondenti modelli tumorali in vivo verso BI2536, un inibitore del gene Polo-like kinase 1 (Plk1), e verso il bortezomib, inibitore del proteasoma, un complesso multiproteico responsabile della degradazione delle proteine all’interno della cellula. Per questa ragione, l’Unità procederà alla realizzazione di un ulteriore studio clinico allo scopo di valutare l’efficacia degli inibitori BI2536 e bortezomib, da soli o in associazione fra di loro, nei pazienti m-KRAS.