AIRC 5x1000 staminali

Un programma speciale di oncologia clinica molecolare

Unità Operativa 2 - Francesco Cognetti

Istituto Nazionale Tumori "Regina Elena" - Roma

ZZZZZZZZZZZZL’unità diretta dal Prof. Francesco Cognetti è parte della divisione di Oncologia Medica A dell’Istituto Nazionale Tumori "Regina Elena". La struttura si occupa della diagnosi e terapia dei tumori solidi, quali i tumori gastrointestinali, polmonari, mammari, ginecologici e melanomi, insieme a una intensa attività di ricerca clinica. 

C-CSC confocale 2 con didascaliaL’attività del gruppo nel Progetto si inserisce nel quadro degli studi riguardanti il carcinoma del colon-retto. Mentre il reparto chirurgico è impegnato nel periodico invio di campioni di tumore alla Biobanca ISS per l’isolamento e bancaggio di cellule staminali tumorali (CSC, Cancer Stem Cells) , al gruppo di ricerca sono affidate diverse attività sperimentali e di supporto.

In primo luogo, l’Unità è responsabile, in collaborazione con l'Unità Tartaglia, della realizzazione del database del Progetto. All’interno di questo vengono unificate le informazioni patologiche e cliniche sui pazienti fornite dalle unità cliniche a quelle molecolari, ottenute attraverso il sequenziamento del DNA e lanalisi fosfoproteomica delle linee di CSC isolate dai campioni di tumore. L’accesso al database, riservato ai soli ricercatori, consente un più facile e immediato dialogo fra i dati raccolti da gruppi con competenze diverse, che lavorano spesso a grande distanza gli uni dagli altri. I ricercatori del gruppo sono stati inoltre impegnati nella realizzazione di una tabella predittiva (nomogramma) per la prognosi delle malattie oncologiche. Il nomogramma, un modello matematico con la funzione di descrivere le relazioni fra diverse variabili, ha in questo caso l’obiettivo di mettere in relazione le caratteristiche dei pazienti con quelle della malattia, allo scopo di poter più efficacemente predirne gli esiti.

 L’attività scientifica del gruppo è incentrata sullo studio del ruolo di due proteine, ET-1 (una delle isoforme dell’endotelina, una proteina con ruolo vasocostrittore) e EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor), implicate nella genesi e diffusione dei tumori. ET-1 è indicata da recenti evidenze scientifiche come molecola centrale del processo di progressione e metastatizzazione del tumore del colon. Per questa ragione, il gruppo si occupa di indagare se l’attività della proteina sia effettivamente alla base dei cambiamenti molecolari responsabili dell’acquisizione della capacità invasiva e della resistenza alle terapie. A questo scopo viene analizzata l’espressione e regolazione della proteina ET-1 (e del suo recettore ETAR) nelle CSC in relazione al decorso della malattia, e vengono valutati gli effetti terapeutici di specifici inibitori di ETAR su modelli tumorali. Se l’esito degli esperimenti sarà promettente, verranno messi a punto nuovi studi clinici che prevedano l’utilizzo di questi inibitori sui pazienti.

foto gruppo BagnatoPer quanto riguarda EFGR, è stato osservata l’efficacia dell’associazione fra chemioterapia e uso di anticorpi diretti contro la proteina, come cetuximab o panitumumab, su pazienti con metastasi epatiche. Per analizzare il ruolo della proteina nella progressione tumorale si utilizzano i microRNA (miR), piccole molecole di RNA con funzione regolatrice. Per valutare l’attività dei miR viene dapprima identificato un insieme di miR presenti nelle CSC attraverso specifiche tecniche di analisi del DNA. Successivamente è valutata l’espressione dei miR nelle CSC prima e dopo la somministrazione di una terapia a base di anticorpi anti-EGFR. Infine, viene compiuta un’analisi dei miR espressi nei tumori dei pazienti, confrontando i tessuti dei soggetti che si sono dimostrati sensibili alla terapia con anticorpi anti-EGFR con quelli di individui resistenti alla terapia. Per verificare il ruolo di alcuni specifici miR nel conferire capacità tumorigenica alle CSC e nel sensibilizzarle verso gli inibitori di EGFR, i miR di interesse vengono artificialmente sovraespressi o silenziati con tecniche di ingegneria genetica e sono analizzati gli effetti di queste modificazioni in vitro in vivo.