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Un programma speciale di oncologia clinica molecolare

Il tumore del polmone

Tabella schematizzazione tumore del polmoneIl tumore del polmone è in realtà una categoria eterogenea di tumori in cui si riconoscono diverse tipologie di malattia a seconda del tessuto polmonare interessato. Il 95% dei tumori al polmone origina dall'epitelio che riveste bronchi e bronchioli polmonari e viene detto carcinoma broncogeno (ovvero originato dai bronchi). Nel restante 5% dei casi l'origine può essere a livello di diversi tessuti che compongono il polmone, per esempio i tessuti neuroendocrini (carcinoide polmonare neuroendocrino) o linfatico (linfoma polmonare).

Tra i carcinomi broncogeni si distinguono schematicamente: il carcinoma a cellule squamose o squamocellulare (il più diffuso negli uomini), che si sviluppa nelle cellule che rivestono le vie respiratorie; l'adenocarcinoma (il più frequente nelle donne), che si sviluppa nelle cellule che secernono il muco; il carcinoma a grandi cellule; il carcinoma a piccole cellule o microcitoma dalle caratteristiche diverse rispetto agli altri tipi.

Da un punto di vista clinico si è soliti fare distinzione tra il tumore polmonare a piccole cellule (cioè il microcitoma) e il tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC, dall’inglese Non Small cell Lung Cancer) che comprende i restanti tipi sopramenzionati. L'importanza di questa suddivisione è legata al diverso tipo di trattamento.

Curiosamente, mentre il carcinoma a cellule squamose e il microcitoma sono correlati alla trasformazione dell'epitelio bronchiale provocata dal fumo di sigaretta, l’adenocarcinoma è il tumore polmonare più frequente tra chi non ha mai fumato.

Il tumore del polmone non sempre si manifesta con chiarezza fin dagli esordi e i sintomi (tosse secca o con catarro, difficoltà respiratorie, dolore al torace) possono essere comuni ad altre malattie polmonari, possono presentarsi in forma lieve o, in una piccola percentuale di casi, essere del tutto assenti. Anche a causa della difficoltà di effettuare una diagnosi precoce, il tumore del polmone viene spesso scoperto in una fase avanzata della malattia.

Come si cura

L'approccio terapeutico cambia a seconda che ci si trovi di fronte a un tumore a piccole cellule, sensibile ai chemioterapici, oppure a un tumore non a piccole a cellule, che non presenta tale sensibilità.

Nel tumore a piccole cellule (microcitoma) la malattia è più aggressiva e proprio per questo il trattamento si basa principalmente sulla chemioterapia e sulla radioterapia (ove possibile); la chirurgia, cioè l'eliminazione del tumore mediante l'asportazione della parte di polmone coinvolta, del tutto o in parte (lobectomia), è indicata solamente in casi selezionati.

Nel tumore non a piccole cellule (NSCLC) l'intervento chirurgico rappresenta invece la terapia di scelta, a meno che non siano già presenti metastasi a distanza.

Nel caso di un tumore di grosse dimensioni esiste la possibilità di effettuare la chemioterapia prima (neoadiuvante) dell'operazione chirurgica. Lo scopo è quello di ridurre la dimensione del tumore. È possibile anche utilizzare la radioterapia.

La prima linea di trattamento chemioterapico è di solito basata sull’associazione di due farmaci dei quali uno è sempre un platino (l’altro agente è la gemcitabina, taxani, vinorelbina, pemetrexed), somministrati a dosaggi abbastanza elevati, tali da poter provocare una moderata, ma significativa tossicità. In caso di mancata risposta o di recidiva dopo una prima risposta al trattamento, è prassi comune ripetere la chemioterapia, ma, questa volta, con un solo farmaco.

Per quanto riguarda ifarmaci a bersaglio molecolare, sono disponibili farmaci diretti contro il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR, Epidermal Growth Factor Receptor), erlotinib e gefitinib, e un inibitore specifico (crizotinib) della kinasi ALK (Anaplastic Lymphoma Kinase). Purtroppo la risposta terapeutica a questo tipo di trattamenti mirati è ancora limitata, a causa principalmente della mancanza di biomarcatori predittivi di risposta che orientino la terapia e della comparsa di mutazioni genetiche concomitanti che possono rendere il tumore resistente al farmaco biologico. Per esempio, gli inibitori dell’EGFR come l’erlotinib sono efficaci solo in pazienti con carcinoma del polmone metastatico non a piccole cellule (NSCLC) con mutazioni attivanti del gene che codifica per il recettore EGFR (10-15% dei pazienti). O ancora, il crizotinib è maggiormente efficace nei pazienti portatori della mutazione nel gene  ROS1.