AIRC 5x1000 staminali

Un programma speciale di oncologia clinica molecolare

Terapia del cancro al seno: un aiuto dallo spazio

robotsNon raramente, nell'ambito della ricerca scientifica, si sente parlare di spin-off: si tratta delle ricadute che la ricerca può produrre in ambiti diversi da quello originario, come nel caso del trasferimento di tecnologie dalla ricerca di base in ambito industriale. Ne sono un esempio materiali come velcro, goretex e teflon, nati in seno ai laboratori della Nasa e ora parte della nostra vita quotidiana. 

La ricerca spaziale ha ora in serbo una novità anche per la terapia dei tumori. Una nuova tecnologia, ideata in origine per la Canadian Space Agency (CSA), ha portato alla creazione di IGAR (Image-Guided Autonomous Robot), un automa progettato per eseguire procedure bioptiche con altissima sensibilità e precisione. Il nuovo dispositivo, realizzato dalla MDA Corporation in collaborazione con il CSii (Centre for Surgical Invention and Innovation), ha l'obiettivo di ridurre sensibilmente la mortalità nel tumore al seno, attraverso la diagnosi precoce e, in prospettiva, il trattamento chirurgico delle neoplasie. "La piattaforma IGAR ha portato l'uso della robotica nella chirurgia a una nuova dimensione, permettendo al robot di eseguire procedure in maniera automatica dopo la programmazione da parte di un medico" ha dichiarato il Dott. Meheran Anvari, direttore scientifico del CSii. "Questa tecnologia è stata utilizzata nello spazio e per la produzione industriale, ma è nuova per la medicina".

Il prototipo deriva infatti da una lunga serie di robot ideati per la manutenzione degli shuttle e delle stazioni spaziali: CSA's Canadarm, Canadarm2 e Dextre, utilizzati nella International Space Station canadese. La nuova piattaforma lavora in combinazione con uno  scanner per l'imaging a risonanza magnetica, con una elevata sensibilità per la diagnosi precoce di lesioni sospette. Il radiologo utilizza un software programmato ad hoc per identificare il possibile bersaglio e indicare a IGAR il percorso da seguire, e permette un controllo costante da parte del medico perché lo strumento si indirizzi verso l'area corretta. Una interfaccia permette inoltre di definire e operare una scelta fra diverse tipologie di strumentazione chirurgica. Il robot, infine, può essere collocato sul letto del paziente, semplificando e velocizzando le procedure. "Il nostro robot automatico è in grado di collocare il dispositivo per la biopsia o ablazione a 1 mm dalla lesione con un elevato livello di accuratezza, migliorando il campionamento, riducendo i danni e il dolore della procedura, il tempo trascorso nei locali per la risonanza magnetica, e facendo risparmiare molto denaro" ha spiegato Anvari. 

Ma il maggior vantaggio della piattaforma è senza dubbio l'eliminazione degli aspetti manuali delle procedure bioptiche, riducendo il livello di esperienza richiesta. "Insegno da anni l'esecuzione di biopsie, e vi sono numerosi passaggi nella procedura che sono dipendenti dall'operatore" ha spiegato Nathalie Duchesne, radiologa al Saint-Sacrement Hospital di Quebec City, e responsabile del primo dei tre trial clinici da realizzare con IGAR. "Questi passi possono compromettere un corretto campionamento della lesione, se non eseguiti correttamente. (...) Riteniamo che IGAR migliorerà la raccolta dei campioni perché sarà meno dipendente dall'operatore e funzionerà in maniera costante da un medico all'altro, da un paziente all'altro, da una lesione all'altra". 

Le prospettive per questa nuova tecnologia sono molteplici. Secondo la Dott.ssa Duchesne, IGAR potrà essere adattato in futuro all'esecuzione di procedure di rimozione chirurgica vera e propria, come nel caso dell'eliminazione di piccoli tumori spesso identificati durante le procedure di imaging preoperatorie. Un'altra possibile applicazione futura è quella del supporto alla localizzazione dei tumori durante le nodulectomie, nei casi in cui questi risultano invisibili agli ultrasuoni e alla mammografia a raggi X. I ricercatori sono ora al lavoro per mettere IGAR in grado di identificare e rilasciare un minuscolo "seme" radioattivo vicino all'area interessata, mettendo il medico in condizioni di identificare la lesione e rimuoverla con la massima accuratezza. 

 Anna Rizzo

 (Foto: Ricostruzione di IGAR all'opera mentre esegue una biopsia su un paziente. Fonte: Centre for Surgical Invention and Innovation e MacDonald, Dettwiler and Associates Ltd.).

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna