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Una tazza di caffé al giorno...

coffeeNella lunga disputa fra sostenitori e oppositori del caffè, un nuovo studio tutto italiano mette in luce gli effetti benefici della bevanda nel prevenire il tumore al fegato. Si tratta dell'articolo pubblicato on line lo scorso 22 ottobre su Clinical Gastroenterology and Hepatology, la rivista ufficiale della American Gastroenterology Association, risultato di una collaborazione fra l'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" e il Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell'Università di Milano. Secondo lo studio, un consumo regolare di caffè sarebbe in grado di ridurre del 40% i rischi di carcinoma epatocellulare (HCC, hepatocellular carcinoma), il più comune dei tumori epatici, con punte del 50% assumendo l'equivalente di tre o più tazze al giorno.

Lo studio rappresenta una meta analisi, ovvero una sintesi statistica dei risultati delle ricerche pregresse sull'argomento: nella fattispecie, quelle dal 1996 al settembre 2012, per un totale di 16 studi e 3.153 casi. "L'effetto positivo del caffè sul tumore epatico potrebbe essere dovuto alla sua nota efficacia nel prevenire il diabete, un noto fattore di rischio per la malattia, oppure ai suoi effetti benefici sugli enzimi del fegato", ha spiegato Carlo La Vecchia, coordinatore dello studio. Tuttavia, è difficile stabilire se l'associazione fra il consumo di caffè e l'HCC sia di tipo causa effetto. Il risultato, infatti, potrebbe essere in parte dovuto al fatto che i pazienti con problemi digestivi ed epatici spesso riducono volontariamente il loro consumo di caffé.

I fattori più comuni di rischio per il tumore epatico sono le infezioni croniche di epatite B e C, a cui si aggiungono il consumo di alcol e tabacco, l'obesità e il diabete. "Rimane poco chiaro se bere caffè abbia un ulteriore ruolo nella prevenzione del tumore epatico" ha aggiunto La Vecchia. "Ma, in ogni caso, il suo ruolo resterebbe limitato rispetto ai risultati raggiungibili con le comuni misure". Il tumore epatico, infatti, è facilmente evitabile attraverso il vaccino contro l'epatite B, il controllo della trasmissione dell'epatite C e riducendo l'assunzione di alcol. Queste misure, da sole, sarebbero in grado di evitare il 90% dei tumori epatici in tutto il mondo.

Anna Rizzo 

(Foto: Coffee cupDoug Wheller,  http://www.flickr.com/photos/doug88888/with/2953428679/)

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